Realizzare i sogni
Realizzare i sogni, qual è il vero segreto per raggiungere il successo con le donne, nel lavoro o più in generale nella vita?
Molte le storie di persone che ce l’hanno fatta, ma una più di tutte ho voglia di raccontarti qui e ora. Il motivo è semplice. Siamo all’inizio dell’anno e penso che non c’è momento migliore per sbarazzarsi degli scheletri dentro l’armadio e di ingranare quella marcia che arriva dritto dritto verso il successo massimo con le donne (e non solo).
Il personaggio lo conosciamo tutti, ma pochi sanno la “leggenda” vera che sta dietro a lui.
Lui è Silvester Stallone… e questa è la SUA storia:
Sly sapeva cosa fare della sua vita e lo sapeva fin da quando era molto, molto giovane, voleva diventare un attore famoso. Del cinema.
Per lui era la possibilità di trasmettere il messaggio di non scappare dalle situazioni ma di combattere contro le avversità, contro i pensieri comuni, contro quello che la vita ti poneva davanti come “questo è quello che ti tocca”… e alla luce dei suoi personaggi cinematografici questo appare fin troppo ovvio… Ma così, come spesso accade, è ovvio solo OGGI dopo 22 anni da quel film che ha illuminato tante vite come “Rocky”.
Questo perché sentiva di aver passato per primo quella fase, sulla propria pelle.
“Sapevo che sarebbe stato difficile, ma lo volevo fare ed ero consapevole che non sarebbe stato facile…” Ecco cosa è successo…
Cercò di lavorare nel mondo dello spettacolo, ma non era facile come urlare “Adrianaaa!”. Semplicemente non funzionava in quella maniera, anzi…
Lo guardavano in faccia e gli dicevano “Sei un ragazzo che sembra uno stupido, non c’è posto per te nel cinema… non sarai mai una Star, sei un pazzo a pensarlo. Nessuno vuole guardare o sentire qualcuno che sembra uno stupido e parla in maniera “sbiascicata””
E così prese No dopo No. Andò più di 15000 volte dai vari agenti cinematografici a New York. Questo vuol dire che andò praticamente da ogni agente di NY 6, 7 , 8, 9 volte.
È così andò dall’agente numero uno. Nel suo ufficio alle quattro del pomeriggio. Ma questo agente non voleva vederlo e così lui stette lì tutta la notte… e il giorno dopo. Si sedette ed aspettò. Alla fine riuscì a ottenere il suo primo lavoro.
L’agente alla fine disse: “Fatelo entrare”! E così ottenne la prima parte in un film. La sua parte durava 20 secondi, ma comunque aveva fatto il suo primo film. Andò avanti così per altri tre film. Rifiuto dopo rifiuto per parti più importanti.
Alla fine capì che quello che faceva non stava funzionando, così cambio il suo approccio: “Ero bloccato ed ero senza soldi, anche solo per pagare l’affitto dell’appartamento. Io e mia moglie litigavamo ogni sera perché io cercassi un lavoro normale”.
Non scelse e non trovò un lavoro normale, che secondo lui gli avrebbe fatto perdere la fame per il successo. Sapeva che l’unico modo per avere successo nella vita era quello di essere affamato, di volere qualcosa con estrema passione e non scendere mai a compromessi. Nel suo caso scendere a compromessi avrebbe voluto dire perdere il treno verso il successo o meglio del suo potenziale successo.
Voleva mantenere viva quella fame che secondo lui rappresentava l’unico vero vantaggio che aveva. E fu così che andò alla libreria di New York.
E mentre camminava in mezzo agli scaffali trovò un libro lasciato da qualche persona e così lo prese. Erano le storie di Edgar Allen Poe. Si mise a leggere e iniziò a imparare tutto quello che si poteva sapere su questo scrittore, come morì, come aveva passato la sua vita… e capì qualcosa di molto importante. In quel momento decise di diventare uno scrittore.
Scrisse il suo primo film, Paradise Alley, e pensò di venderlo per $ 100. Ma non trovò nessuno che lo comprasse. Arrivò fino al momento in cui vendette tutti i gioielli della moglie perché era completamente al verde. Questo rappresentò la fine della loro relazione. Non avevano più da mangiare e non avevano più soldi per pagare l’affitto. Era rimasta una sola cosa che amava più di ogni altra cosa al mondo. Era il suo cane che provava un amore incondizionato verso di lui anche se non aveva nessuno, a differenza della moglie.
Arrivò ad essere costretto a vendere il suo cane. Stava lì davanti al negozio di liquori per vendere il suo cane per $ 50. Incontrò alla fine un ragazzo che dopo una trattativa lo comprò per $ 25. Amareggiato dall’aver venduto il suo cane tornò a casa e pianse. Questo è il punto più basso di tutta la sua vita.
Dopo due settimane c’era un combattimento di Muhammad Ali (il campione di Pugilato) che incontrava un ragazzo sconosciuto, bianco e apparentemente senza alcuna possibilità di vittoria.
Questo sconosciuto bianco mise a dura prova l’acclamato campione. Contro ogni pronostico arrivò addirittura a mettere Alì KO durante la nona ripresa. Il campione dovette sfoderare le sue armi migliori per sconfiggerlo alla dodicesima ripresa.
Nel pubblico c’era un ragazzo totalmente al verde, senza una moglie, senza il miglior amico, ma con ancora un grande sogno davanti: questo ragazzo era Sylvester Stallone.
Sly tornò a casa e scrisse per 20 ore filate, senza pause. L’idea andava gettata su carta, il sogno di una vita era giunto alla sua creazione. Quello era il Suo momento e niente si sarebbe potuto mettere tra lui e la sua realizzazione.
Sapeva quello che voleva e sapeva Perché lo voleva.
Quello che doveva fare dopo queste 20 ore di scrittura “matte e disperatissime” era trovare qualcuno che lo comprasse.
Ma come al solito ci furono molti rifiuti… Non si diede per vinto e continuò fino a che trovò un uomo che voleva comprarlo. Gli offrì 125.000 $ per la scrittura. Una cifra incredile per chiunque, soprattutto per chi aveva venduto il proprio cane per 25$ ed era sul lastrico.
Nonostante quella fosse una cifra incredibile, Stallone rispose che lo avrebbe venduto SOLO a patto di girare come protagonista il film. “Questa è la mia storia… io sono Rocky”, era la risposta di Stallone.
Non era nessuno, però. E così il produttore rifiutò. Aveva pensato a Ryan O’Neill per la parte da protagonista (fresco vincitore di un oscar).
Un paio di settimane dopo, lo stesso produttore chiamò Stallone e gli offrì 250.000 $, per non fare il protagonista. Sly rifiutò. Arrivarono all’offerta finale di 325.000$. Rifiutò ancora. Sapeva che Rocky era la sua ultima possibilità di sfondare.
Alla fine offrirono a lui la parte del protagonista, ma non vollero pagare molto. Gli diedero solo 35,000 $ (circa un decimo dell’ultima offerta). Accettò. Era la sua chance per il successo.
La prima cosa che fece con quei soldi fu andare al negozio di liquori e cercare il ragazzo che aveva comprato il suo cane. Aspettò 3 (!) giorni prima di trovarlo nei dintorni del negozio. Gli disse che avrebbe fatto di tutto per riavere il suo cane. Gli offrì 100$, poi 500$, quindi 1000$… ma il ragazzo gli rispose che non avrebbe mai lasciato il cane perché ci si era affezionato.
Cosa fece Sly?
Sapeva quello che voleva e sapeva che sarebbe servito qualcosa di grande. Cambiò il suo approccio e alla fine pagò: 15.000$ dei 35.000$ che aveva preso per la scrittura del film al ragazzo e diede una parte nel film al cane (!).
Ricordi “Birillo” nel film Rocky?
Era il suo cane.
Il film “Rocky” costò 1 milione di dollari e ne fece 200 milion, vinse 3 Oscar, tra cui miglior Film (l’anno di Taxy Driver, tra gli altri).
Ho voluto condividere con te questa storia. Una storia che ispira e che porta a capire che Sogni, Desideri, Determinazione, Perseveranza, Accetto del rifiuto e superamento dello stesso sono gli ingredienti che hanno portato una persona con Zero attitudine alla recitazione a una delle SuperStar di Hollywood che ha scritto delle pagine indimenticabili per tutti quelli che da piccoli sognavano di essere forti, coraggiosi come Rocky, come Rambo e altri personaggi che Sly ci ha regalato.
Magari i puristi del cinema storcono il naso, ma qui si sta parlando di emozioni e, paradossalmente, di un uomo con un espressione “stupida”, con una paralisi al labbro inferiore (dovuto ad un problema durante il parto) che ce ne ha regalate tantissime.
Ma un altro aspetto mi piace molto di questa storia: la capacità di Sly di modificare le sue azioni, il suo approccio, quando le cose non andavano come lui sperava.
Nessuno gli dava un lavoro, quando lui lo chiedeva “normalmente”, allora passò alla versione “d’urto” aspettando giorni interi nell’ufficio dell’agente numero uno di New York.
La sua carriera di Attore non decollava, e si sentiva bloccato nella terra di nessuno, allora decise di scrivere da sè il suo “personaggio”, la sua storia.
Ogni volta che ha avuto una difficoltà davanti alla quale molte persone si sarebbero fermate, lui non ha solo “continuato con determinazione”, ma ha “aggiustato” la sua azione.
Era testardo nella realizzazione del suo sogno, ma non su COME avrebbe realizzato il suo sogno.
Ogni grande azione, ogni grande realizzazione ha avuto in sè degli aggiustamenti in corso. Pensa ad un grande investimento per una costruzione di qualcosa di immenso come il tunnel che attraversa La Manica: ci sono stati dei progetti, degli investimenti, dei tempi. Ma alla fine durante la realizzazione tantissime cose sono dovute cambiare per arrivare alla fine.
E così per i sogni di ognuno di noi, che come Sly, abbiamo bisogno di continui “aggiustamenti in corsa d’opera”.
Nell’ambito della Seduzione ci sono solo due modi per fare questi Aggiustamenti:
- Sapere da dove partire
- Lavorare su un punto per volta
Questo si traduce in due azioni che nel tempo ho scoperto essere efficaci per me (prima) e per i miei studenti e non (dopo):
- Avere una figura-guida, un professionista che ti indichi quali sono gli aggiustamenti da fare sul tuo “gioco” con le donne, e soprattutto quali sono i più importanti per avere successo il più velocemente possibile. Questo è possibile solo avendo un feedback, sul campo e di persona, da questa figura guida. Un corso è la scelta migliore. Io dopo il primo corso di seduzione che feci seppi esattamente su cosa lavorare, cosa andava bene, e cosa era secondario per la realizzazione dei miei obiettivi con le donne. Informazione preziosa per non perdere del tempo inutile che, a causa del ritardo nella seduzione in Italia, per mia sfortuna ebbi (almeno inizialmente);
- Lavorare quotidianamente su un aggiustamento per volta, fino a che il problema è risolto e quindi passare al successivo. Questo può voler dire uscire 4-5 volte a settimana, mettersi nelle situazioni in cui accade quello che non va, e sulle indicazioni ricevute dal professionista, affrontare i propri Blocchi.
Ti auguro di realizzare i tuoi Sogni.
Fabio S.











5 Comments
Quando sono andato nel primo set durante il corso, ero paralizzato. Ricordo come tu hai individuato i miei errori. E’ stato molto facile sapere su cosa mi dovevo impegnare. avere qualcuno che ne sa, che ti guarda è impagabile.
Voglio tornara prima dell’estate…torni?
spero di tornare presto… il tour internazionale è più divertente del previsto… non so quanto tempo starò in italia.
bellissima storia. grazie Fabio S.
quando sei in Calabria? ti organizzo un set
E’ un peccato che non scrivi più spesso. I tuoi post mi portano sempre a profonde riflessioni. Essere disposto a perdere tutto, come dici sempre tu, è uno dei pilastri del successo. Molto spesso vogliamo andare troppo sul sicuro…
Ciao Ragazzi,
grazie di cuore…questi giorni sono totalmente preso dalla partenza… la foto di questo post non è causale
Cerco di scrivere il più possibile. Ma tra corsi, consulenze e Club imminente ho sempre meno tempo… ma Don’t Worry
Ogni Set, in ogni parte del mondo è sempre ben accetto. Amo il sud dell’Italia, ho vissuto per anni con calabresi, pugliesi e siciliani e la mia ex storica era sarda. Presto spero di fare un corso nel cuore del Sud…. magari uno Special Event di 5 giorni, chissà…
un abbraccio,
Fabio S.
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[...] atteggiamento… ti ricordi la storia di Sly (Sylvester Stallone), se non te la ricordi vai al seguente post e leggila subito, ebbene lui ha cambiato atteggiamento quando qualcosa non funzionava, non ha deciso di “odiare” [...]
[...] atteggiamento… ti ricordi la storia di Sly (Sylvester Stallone), se non te la ricordi vai al seguente post e leggila subito, ebbene lui ha cambiato atteggiamento quando qualcosa non funzionava, non ha deciso di “odiare” [...]