PUA e Attrazione, quando la vita diventa Bella

PUA e Attrazione, quando la vita diventa Bella. Bologna 21/06/2009. Eccoi qui, di ritorno da un altro favoloso week-end nel mondo dell’Attrazione. Oggi ci tengo a raccontarti di quello che accade quando un ragazzo che ha letto già tutto quello esiste nel panorama italiano e non, sull’Arte dell’Attrazione, si trova faccia a faccia con un la vita quotidiana di un PUA (pick up artist) italiano.

Le parole che si leggono in giro, le routine di cui è pieno la community dei PUA in tutto il mondo, e in Italia, molte volte non fanno altro che aumentare la confusione nella mente di chi non conosce ancora, o è appena agli inizi, nel viaggio che lo porta a saper creare attrazione in qualunque donna desideri.

Ed è qui che “vedere” con i proprio occhi cosa un PUA possa realmente fare è l’unico modo per cacciare dalla propria mente gli ultimi focolai di resistenza al cambiamento e buttarsi a capofitto nell’attrazione.

Venerdì io e il mio amico, matricola PUA, eravamo per lavoro in un congresso di professionisti. Uno di quegli ambienti costruiti da uomini per uomini. Dove c’è sempre una forte asimmetria tra la presenza maschile e femminile. Le nostre intenzioni erano, e sono state, esclusivamente professionali. Stavamo lavorando.

Ma…

Un vero Pick up artist (PUA) non ha bisogno di un momento, o di un posto particolare per conoscere, e attrarre le donne.

Ed è così che durante il viaggio una semplice richiesta di informazione del tipo “dove si trova XXX?” si è trasformata nella chance per me di creare preselezione, in un ambiente di quasi solo uomini, e di ritrovarmi alle 9:30 di un venerdì mattino ad essere seduto al centro di circa 6 donne (!).

Il mio amico è rimasto a dir poco sorpreso di sentire l’invidia di quei uomini d’affari nei nostri confronti, e ancor più di notare come le altre (poche) donne si girassero in maniera più o meno sfacciata verso di noi, con un grosso punto interrogativo sul viso, “Chi sono quelli li? e Come fanno a stare in mezzo a tutte quelle donne?”

E una giornata di lavoro istruttivo e un po’ pesante si trasforma in una giornata di divertimento, attrazione, E istruttivo.

Ma fa il PUA a creare preselezione in pochissimi minuti, di giorno, e nell’ambito di lavoro?

Come può un PUA attrarre donne che non conosce così velocemente?

Quali parole “magiche” il Pick up Artist utilizzano per ottenere la loro attenzione e per trasformarla in qualcosa di diverso, come l’attrazione?

A queste ed altre domande cercherò di darti una risposta veloce tramite ciò che ho fatto venerdì, rimanendo a disposizioni per eventuali domande che puoi lasciare tra i commenti.

Il primo movimento è stata la domanda di informazione, VERA.

Il secondo è stato “prenderla in giro” leggermente distogliendo lo sguardo e spostandolo già verso la direzione in cui stavo andando.

Il terzo punto dell’attrazione è stato di “parlare con un’altra ragazza” molto carina in modo semplice e facendola sorridere. Inizio di una preselezione che il Master PUA DEVE saper padroneggiare.

Il quarto punto e parlarle mentre stavo camminando con tranquillità se sempre senza dandole molto importanza.

Il quinto punto è stato “agganciarmi” al suo mondo, e portarla nel mio. Empatia-Connessione.

Fine prima fase. Aggancio, Attratta, Connessa.

Tempo: 50-60 Secondi (!)

Il mio amico, aspirante PUA, ha riso. Ma uno di quei sorrisi Alla Robert De Niro in “C’era una volta l’America”, enigmatico ma proiettato. Proiettato verso un futuro in cui lui stesso potrà attrarre una ragazza carina, alle 9 del mattino e vivere il resto della giornata solo con donne in un ambiente di quasi solo uomini. Un mondo dove le parole problema e donna, non andranno MAI nella stessa frase. E dove, invece, la parola “magica”,Attrazione, vive sovrana.

salto in avanti: Sabato Notte 00:30 locale.

Io, la mia ragazza alla mia sinistra, due ragazze alla mia destra e altre che per qualche motivo o venivano a salutarmi (quasi mai parlato prima), o si mettevano a ballare di fronte, come se fossimo in un teatrino dell’attrazione, e noi fossimo stati gli spettatori. Oltre ovviamente donne un pò più “mature” che facevano sotto e sopra davanti a noi.

Ah…

Gli altri ragazzi,i non PUA, ovviamente erano tutti nel lato opposto del locale, a semicerchio, a vedere e parlare tra loro, delle “cose assurde” che avrebbero fatto a quelle ragazze…poverini!

Ti ho già detto nel post “PUA e l’arte di Rimorchiare” di cosa penso su questo termine, ma più vado avanti e più sono orgoglioso di avere un vecchio cognome che tanto mi distingue da chi parla DI donne, e non CON le donne.

Oggi ti lascio dicendoti “VIVA il Pick Up Artist, e quello che rappresenta essere uno di loro OGGI!”

PUA Twice, Semplicemente Fabio

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5 Comments

  • DoubleMe
    June 21, 2009 | Permalink | Reply

    Ciao Twice,

    volevo chiederti come tu tratti i “ompliance tests”..In che fasi li usi? e li usi spesso? Vorrei “semplicemente” saperne di più..

    DoubleMe

  • June 21, 2009 | Permalink | Reply

    Ciao DoubleME,
    Prima di tutto faccio una parentesi per chi non conosce la terminologia tecnica del Mystery Method.
    Il Complianche test, o anche in italiano Test di ubbidienza, è una prova per vedere se la ragazza segue la Tua leadership, e si utilizza come luce verde per poter continuare l’escalation.

    Detto ciò, alla tua domanda in che fasi lo uso, non posso risponderti perchè non seguo il MM. Invece alla domanda se li uso spesso ti posso dire, SI!

    Anche se ci sono alcuni “accorgimenti” importanti, per farti capire, non dico MAI a una ragazza che mi chiede una sigaretta, di fare il verso dell’elefante ;)

    Tra le caratteristiche fondamentali dei Compliance Test, c’è sicuramente il divertimento.
    Se il test non è fatto come fosse un gioco, sempre avendo un atteggiamento da leader, il compliance test porta la ragazza solo un passo più vicino al pensiero “questo ragazzo è un pò strano”, il famoso “He’s creepy” o “that’s weird”.

    Questa è la terra di mezzo, in cui ho visto molti aspiranti PUA a rimanere tali.

    Spero la mia risposta sia stata chiara, non farti problemi se vuoi approfondire.

    S.Fabio

  • max
    June 22, 2009 | Permalink | Reply

    Ciao Fabio, potresti approfondire il concetto del test di ubbidienza?
    “Ordinare” ad una ragazza di accompagnarti a fare qualcosa invece di “chiederle” di accompagnarti è considerabile un test di ubbidienza (che ne so “accompagnami a prendere da bere” quando sei ad una festa o situazioni simili)?

    • June 22, 2009 | Permalink | Reply

      Ciao Max,
      quando le prendi la mano per spostarsi da un punto ad un altro, è una luce verde (non diciamo più test di ubbidienza, che è veramente brutto). Se lei ti tiene la mano, la luce è verde, e sai che stai facendo bene, altrimenti un passio indietro e continui.
      In generale una luce verde, può venire sia da una domande che da un “ordine”. La luce verde e comunque quando lei fa quello che tu in qualche modo avevi fatto capire di volere.
      Spero sia chiaro,

      saluti bello,

      S. Fabio

  • max
    June 22, 2009 | Permalink | Reply

    Perfettamente chiaro! :)

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