I sì e i no del primo appuntamento
Se il ragazzo che ti piace da una vita ti ha chiesto di uscire, rallegrati: vuol dire che anche tu gli piaci.
Se sei vestita, pettinata e truccata nel modo giusto, ti sarà facilissimo farti notare da un uomo.
La cosa meno facile sarà trasformare l’attrazione iniziale in un interesse duraturo, ed è qui che molte di noi falliscono: bastano un paio di passi falsi, ed anche la creatura più seducente farà scappare via un uomo a gambe levate prima del dessert. Perchè ?
Perchè certi comportamenti riveleranno che non hai il pieno controllo della tua vita e che sei troppo bisognosa: in una parola, hai un basso livello di autostima, e nulla è meno sensuale dell’insicurezza.
Quindi…
Sì, rispetta la regola minima delle 48 ore.
Vale a dire, non accettare un appuntamento all’ultimo istante.
Se vuole il tuo tempo, lui deve prenotarti in tempo: se vuole uscire con te di sabato, deve chiedertelo non più tardi di mercoledì.
Prima di tutto, un invito all’ ultimo momento non è un complimento per te che lo ricevi: significa che lui non ha trovato di meglio da fare, o che un amico o un’altra ragazza gli hanno dato un bidone, e quindi gli stai bene anche tu – come riserva.
Le ragazze che accettano gli appuntamenti last minute, o peggio, last second, entreranno di diritto nella categoria “zerbino”, e difficilmente ne usciranno.
Sì , fatti venire a prendere.
Ok, non siete ancora una coppia, e lui ancora non si sbilancia a dichiararti il suo interesse esclusivo, ma invitare una ragazza che gli piace è diverso dall’uscire con una semplice amica.
Se accetti di incontrarti con lui “a metà strada” – o, peggio, glielo proponi -, lui non dovrà fare alcuno sforzo per stare con te, e così dimezzerai il tuo valore ai suoi occhi.
Perciò, se ti ha detto ” venerdì sera vado a giocare al bowling con i miei amici, vediamoci lì “, non ti ha dato un appuntamento.
No, al gossip sulle celebrità.
A lui non importa molto se sei laureata o hai solo la licenza elementare – se voleva uscire con un premio Nobel, poteva invitare a cena Rita Levi Montalcini.
Ma se parlerai per più di cinque minuti di tronisti, calciatori bonazzi e veline, lui penserà che la tua cultura si formi – e si fermi – su Novella 2000.
Sì , per una volta dimenticati la dieta.
Non ti sto consigliando di sbranare cinque piatti da portata, ma semplicemente di goderti la cena con lui.
Per un uomo, nulla è più deprimente di una donna che ordina verdure al vapore e germogli di soia sconditi.
Continua pure la dieta a casa tua, e sappi che nessun uomo ha un’insana predilezione per le anoressiche.
No, a parlare troppo del tuo lavoro.
Ad un uomo non importa niente del tuo lavoro.
Che tu faccia la sciampista da un barbiere o l’amministratrice delegata di quattro società quotate in borsa, per lui è la stessa cosa, e ti troverà noiosa se indirizzerai la conversazione sui tuoi avanzamenti di carriera.
Descrivi la tua vita professionale per non più di quindici secondi, poi spingilo a parlare della sua, e non sbadigliare.
No, alle discussioni su politica, religione, o altri temi sensibili, come aborto e pena di morte.
Questi temi si chiamano sensibili perchè toccano molti nervi scoperti.
Anche se non siamo onorevoli o ecclesiastiche, anche se non abbiamo sorelle che hanno abortito, o subìto la pena capitale, di fronte a certi argomenti ciascuno di noi si sente personalmente coinvolto, e obbligato a dire la sua personalissima opinione, che è quasi sempre in contrasto con quella altrui.
Parlate di altro, o uscirete dal locale prendendovi a pugni.
No, a parlare per tutta la sera dei propri figli.
Se hai dei figli da una precedente relazione, al primo appuntamento ti limiterai ad indicare nomi ed età dei tuoi pargoli – dieci secondi in tutto.
I particolari delle loro prodezze rimandali almeno all’appuntamento numero cinque.
No, a parlare dei vostri ex.
Nemmeno per rimarcare quanto erano stronzi. E’ del tutto fuori luogo: indispettisce lui, e renderà malinconica te.
No, a focalizzare la tua attenzione sulla maxi-gnocca appena entrata nella sala.
Rassegnati: in ogni locale, festa, o ufficio, a un certo punto arriva una come lei, che fa girare la testa a tutti, e tutti quanti fanno ” ooh ! “.
Se continuerai a fissarla ( e a rosicare ), anche il tuo cavaliere non smetterà di staccharle gli occhi di dosso.
Se invece la ignorerai, automagicamente la ignorerà anche lui, e i suoi sguardi saranno solo per te : la sicurezza in se stessa è la prima componente del tuo fascino.
No , a restare in auto a parlare per ore dopo la serata trascorsa insieme.
No, a parlare al telefono per ore dopo la serata trascorsa insieme.
No, a inviarsi SMS per ore dopo la serata trascorsa insieme.
Queste tre cose fanno di voi degli zerbini.
E poi, cosa diamine avete da dirvi?
Se esaurite tutti gli argomenti dentro un ‘auto parcheggiata al buio, non avrà alcun senso un successivo appuntamento.
I saluti potranno anche essere affettuosi, ma devono essere rapidi. E soprattutto non orizzontali.
Questa regola ci conduce all’ultimo e più importante NO del primo appuntamento:
no, no, e poi no ! In nessun caso il primo appuntamento dovrà finire sotto le lenzuola, o peggio, dietro i sedili posteriori di una Smart.
Te lo dice il buon senso, te l’hanno detto la nonna, la mamma e la zia zitella, te lo dicono persino le riviste scalcagnate che sfogli dal parrucchiere. Se non ti fosse bastato, te lo spiegherò pure io, in un prossimo post.
E poi, la Smart è scomoda. Lo dico per conoscenza intellettuale, non certo per esperienza diretta ( preferisco la Panda coupè ).










