Atteggiamento Seduttivo: Come Vivere la Seduzione

Oggi ci occuperemo di una componente imprescindibile per ottenere successi nella seduzione: l’atteggiamento mentale positivo. Questa parte attiene più alla psicologia che allo studio della seduzione, infatti si tratta di un tentativo di colmare il divario esistente fra il codice dei seduttori è quello degli psicologi.
Durante la mia esperienza nel mondo della seduzione, mi sono reso conto che solo chi vive il mondo con gioia è motivato a comunicare con gli altri. Da anni l’attitudine alla gioia è parte integrante della mia vita ed è una parte essenziale di ogni corso di seduzione che tengo. Concentrarsi solo sulle tecniche di seduzione vuol dire concentrarsi solo sul Come, senza pensare all’atteggiamento verso il mondo. Questo modo di vivere la Seduzione è un suicidio tattico.
Il processo di seduzione è più complesso di così: senza avere voglia di sedurre, di aprirsi al mondo, un bell’aspetto o un bel borsellino non servono a nulla.
Concentrati sul provare un senso di piacere, di pienezza ed armonia ogni volta che parli con qualcuno: sia questa “faccia a faccia” che in mezzo ad una grande platea.
Un modo per raggiungere questo sentimento di apertura verso il mondo può essere facilmente raggiungibile con qualche esercizio.
Ti chiedo ora di immaginare una situazione nella quale hai provato un gran senso di gioia ed eccitamento. Una partita “importante” di calcio da bambino, la gita scolastica, la prima ragazza che ti ha detto “si”… fatto?
Adesso sposta l’immagine che hai davanti e metti al suo posto quella di una platea che ti sta ascoltando, assorta, concentrata su quello che hai da dire come fosse la cosa più importante che abbiano mai ascoltato.
Immagina che tutti ti sorridano e che siano felici di ascoltarti… ti sembra difficile o addirittura impossibile?
Continua a leggere per scoprire che provare gioia mentre parli non solo è facile, è soprattutto un obiettivo raggiungibile da tutti velocemente.
Alcuni secoli fa ci fu un popolo che non aveva abbastanza cibo per sopravvivere. Il problema era che non c’era nessuna possibilità di trovarne a sufficienza per tutti. Quello che fecero fu di passare una giornata a giocare a palla (una novità in quel periodo) e a dadi e quella successiva mangiavano.
Durante il giorno a giocare non soffrivano per la mancanza di cibo perché avevano qualcos’altro a cui pensare: divertirsi.
Vissero 18 anni in questa maniera. Sarebbero morti in poche settimane senza i giochi.
Questa storia possiede un prezioso insegnamento: quando siamo concentrati su un’attività piacevole, questa è in grado di farci dimenticare anche i bisogni primari. In altre parole, quando non troviamo una modalità operativa per risolvere una situazione, possiamo ricorrere ad una modalità psicologica.
I pensieri angoscianti potrebbero essere “cacciati” dalla nostra mente tramite il semplice “giocare”.
Non bisogna cercare di fare bene qualcosa, bisogna semplicemente farla.
Ma allora, Come mai nella nostra società il gioco è così poco considerato?
Tutti gli oggetti e le esperienze sono potenzialmente gioiosi, poiché la felicità è un fatto percettivo intrinseco, un’esperienza soggettiva, uno stato mentale di benessere.
Il fatto che un oggetto o una situazione possano essere più o meno portatori di gioia è il frutto di una decisione della nostra mente: il vero segreto della gioia consiste quindi nella capacità di attribuire piacevolezza al più alto numero di cose possibili. Se è vero che la gioia dipende dalla nostra percezione, abituandoci a percepire gli aspetti positivi abbiamo una strada per migliorare la qualità della vita.
All’inizio della mia carriera da seduttore la paura di non riuscire mi rendeva esitante. Spesso incontravo ragazze che sembravano essere specializzate nel mettermi in difficoltà. Ma la debolezza nei loro confronti era causata dalla paura di non sentirsi all’altezza di quella situazione, non sentirsi pronto a conquistare una ragazza stupenda.
Ma ogni muro può essere superato con facilità attraverso il rafforzamento della fiducia in noi stessi e negli altri. Infatti quando siamo chiamati a fare ciò che sappiamo fare non c’è niente di cui aver paura.
Paradossalmente non c’è motivo di spaventarci neanche se ciò che dobbiamo fare è superiore alle nostre possibilità. Più cerchiamo di razionalizzare la nostra paura, più essa si alimenterà all’interno del nostro corpo. Viceversa lasciandoci andare tutto andrà per il verso giusto e questo è particolarmente vero nella seduzione.
Molti uomini mi hanno chiesto in questi mesi in quale stato emotivo o più in generale psicofisico si devono trovare per avere successo con le donne. Quello che conta è tutt’altro.
Devi imparare a lasciare che emozioni e sentimenti fruiscano liberamente, senza alcuna censura: è questa la via maestra verso la piacevolezza dei rapporti e la pienezza della vita.
La comunicazione è un processo che deve essere piacevole e reciproco. Se tu ti annoi, anche l’altra persona si annoierà.
Le due persone coinvolte nella comunicazione si lanciano continui messaggi sul reciproco stato d’animo.
Io non ho bisogno di capire se la persona con cui parlo è interessata a me, lo capisco automaticamente.
Un sesto senso. Se c’è vera comunicazione anche l’altro prova le stesse emozioni. Lo senti.
Nella comunicazione vince l’empatia!
Per ottenere questo devo esprimermi liberamente, con scioltezza.
Se io riesco a essere libero, anche chi mi è di fronte si sentirà libero di aprire il proprio linguaggio del corpo e dare libero sfogo alle proprie emozioni.
Questo dipende dal rispecchiamento automatico che noi abbiamo con chi ci è di fronte. I neuroni a specchio sono tra le cause di questo fenomeno.
L’importante è buttarsi, senza paura delle conseguenze: in fondo stiamo solo parlando!
La differenza tra pensare di sedurre e sedurre, è come la differenza tra pensare di volare e volare realmente.
Ci sono situazioni che coinvolgono il nostro corpo nelle quali la riuscita di ciò che stiamo facendo è inversamente proporzionale al controllo che abbiamo su tale situazione.
Parlare, trattare, comunicare con una persona coinvolge il fisico quanto un atto sessuale: è infatti una completa donazione di sé.
Il grande sassofonista Charlie Parker ripeteva sempre: “impara tutto sulla musica e sul tuo strumento, poi dimentica tutto e suona come ti viene dal tuo animo”.
È ciò che anche tu devi fare nella seduzione. Sarai un musicista del rapporto uomo-donna.
Quando impari a suonare devi provare e riprovare gli accordi fondamentali con il tuo strumento, ancora e ancora… poi quando vuoi diventare un Bravo musicista devi metterci il cuore nella musica…
Devi effettuare il passaggio da apprendista a musicista.
Non avere più paura di donarti alle persone e alle donne in particolare.


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One Comment
bellissimo articolo fabio! io penso sia davvero tutto qua: le tecniche aiutano, è vero, però senza atteggiamento mentale non sia va da nessuna parte!
Complimenti e in bocca al lupo