Chi Sono Io è Importante

Oggi voglio Condividere con te una storia che tocca l’intimo, uno di quei piccoli racconti che possono cambiare un’ intera esistenza.

Non è frutto della mia fantasia o della fantasia di qualcun altro, ma è la storia di una persona Vera, come me e come te. Il racconto si intitola “Chi sono io è importante”, è tratto dal libro di Brodo caldo per l’anima di Jack Canfield e Mark Hansen, edito da Armenia.

Non voglio dilungarmi alla presentazione di questo che non è un racconto strettamente collegato alla seduzione, ma è un racconto che apre le porte su un Mondo che Tutti dovremmo conoscere.

Chi Sono Io è Importante

Un’insegnante di New York decise di onorare i suoi studenti dell’ultimo anno delle superiori spiegando perché fosse importante per ciascuno di essi… chiamò ogni studente davanti alla classe, uno per volta. Prima dice in che modo lo studente fosse importante per lei e per la classe. Poi consegnò a ciascuno un nastro azzurro su cui era stampata a lettere d’oro la dicitura: ” Chi sono io è importante”.

In seguito l’insegnante decise di avviare una ricerca in classe per vedere quale impatto avrebbe avuto questo riconoscimento nella comunità. Consegnò a ciascun studente altri tre nastri e incaricò di andare a diffondere questa cerimonia di riconoscimento. Quindi gli studenti avrebbero dovuto controllare i risultati, vedere chi avesse conferito e ricevuto il riconoscimento e riferire in classe dopo circa una settimana.

Uno dei ragazzi della classe andò da un giovane funzionario di un’azienda nei dintorni e gli diede il riconoscimento per averlo aiutato nella pianificazione degli studi. Gli diede un nastro e glielo puntò su una camicia. Riconsegnò altri due nastri dicendogli: “Stiamo facendo una ricerca in classe sul riconoscimento, e vorremmo che lei trovasse qualcuno da onorare, gli consegni un nastro azzurro e un altro in più perché questi possa onorare una terza persona per proseguire questa cerimonia di riconoscimento. Dovrebbe per favore riferirmi quello che è successo”.

Più tardi, lo stesso giorno, il funzionario si presentò al suo capo, che annotò fra l’altro presso un tipo piuttosto brontolone. Lo fece sedere e gli disse che lo ammirava profondamente perché era un genio creativo. Il capo sembrò molto sorpreso. Il funzionario gli domandò il permesso di consegnare il dono del nastro e di appuntarglielo. Il capo, sorpreso, rispose: ” “Beh, certo”.

Il funzionario mise il nastro azzurro sulla giacca del capo, giusto sopra il cuore. Consegnandogli l’altro nastro gli chiese: ” Mi farebbe un favore? Potrebbe prendere quest’altro nastro e usarlo per onorare qualcuno? Il ragazzo che mi ha dato i nastri sta facendo una ricerca a scuola e vuole proseguire questa cerimonia di riconoscimento per scoprire come influenzi la gente”.

Quella sera il capo tornò a casa dal figlio quattordicenne e lo fece sedere. Gli raccontò: “Oggi è successa la cosa più incredibile. In  ufficio uno dei miei funzionari entra e  mi dice che mi ammira e mi dà un nastro azzurro perché sono un genio creativo. Immagina. Mi considera un genio creativo. Mi mette sulla giacca, sopra il cuore, questo nastro azzurro e dice: “Chi sono io è importante”. Mi dà un altro nastro e mi chiede di trovare qualcun altro da onorare. Tornando a casa in macchina, stasera, ho cominciato a pensare chi onorare con questo nastro e ho pensato a te. Voglio onorare te.

Le mie giornate sono davvero frenetiche, quando torno a casa molto presto non faccio molta attenzione e a volte ti sgrido perché non hai voti abbastanza buoni a scuola e perché la tua camera è un caos, ma in qualche modo stasera volevo proprio sedermi qui e, beh, farti sapere che per me tu sei davvero importante. Assieme a tua madre, sei la persona più importante della mia vita. Sei un ottimo ragazzo, ti voglio bene!”.

Il ragazzo sbalordito cominciò a singhiozzare e non finiva più di piangere. Tremava per tutto il corpo. Guardò suo padre e disse tra le lacrime “Prevedevo di suicidarmi domani, papà, perché pensavo che non mi volessi bene. Adesso non serve

Helice Bridges

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One Comment

  • Ken Shiro
    August 12, 2009 | Permalink | Reply

    toccante, “semplicemente” toccante

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